La Danza

La ricerca di un modo di vivere sempre più raffinato induce i nobili del Rinascimento ad ampliare le proprie conoscenze ed acquisire precise norme comportamentali. Tra i precettori a cui viene affidata leducazione dei giovani compare la figura del maestro di ballo. Al seguito della casata per cui presta servizio, il maestro partecipa a feste e ricevimenti in occasione di fidanzamenti, nozze, ambascerie, visite di re e conquiste militari. La dimestichezza e la conoscenza dellarte coreutica sono requisito essenziale per chi voglia vivere allinterno della società, la capacità di danzare secondo lo stile dellepoca equivale alla possibilità di entrare in comunicazione e sintonia con tutta la corte. È quindi intorno alla metà del 400 che si codifica il ballo di corte, traduzione delle danze popolari in ambito cortese. Per il buon cortegiano è ricerca di buon comportamento, buono stile e spesso buona arte. Ma soprattutto è grande veicolo di divertimento collettivo. Questo è ciò che enuncia in sostanza Baldassarre Castiglione nel suo libro intorno alla metà del 1520. In pubblico il perfetto cortegiano deve danzare con una certa dignità, temperata però con leggiadra ed aerosa dolcezza di movimenti evitando prestezze de piedi e duplicati battimenti
Accanto allaspetto direttamente sociale della danza, quando questa viene eseguita dagli stessi membri della corte, esiste un aspetto altamente spettacolare, quando questa viene preparata per essere solo vista da dame e messeri. Non si parla più allora di danze cerimoniali del repertorio del ballo nobile, ma di danze (la moresca ad esempio) eseguite da professionisti, balladori o maestri di danza. E proprio in questo frangente che, per parteciparvi comunque, i cortegiani si mascheravano, liberandosi dallobbligo di mantenere le regole delletichetta.
Proprio per tale motivo alla Bassedanza ed ai balli, luna costante e di grande contegno, gli altri variabili e ricchi di pantomima che sono le due principali forme coreiche dei primi anni del 400, si può affiancare la moresca, danza armata di carattere magico e rituale di origine spagnola, che assumerà sempre maggiore importanza con il passare degli anni e a cui va riservata particolare attenzione. Essa è considerata per un più basso livello sociale, unitamente alle altre danza mascherate, ed a tutte le danze facenti parte di azioni coreografiche con costumi di scena. Come tale viene esclusa dai trattati codificati, ma viene ampiamente descritta da cronisti, ambasciatori e storici che per contro non citano affatto il ballo nobile, che al pari delle danze coreografate risulta sicuramente più noioso.
Verso la metà del 500 alla bassadanza si sostituisce la pavana (in 4/4), camminata lenta che permette di ostentare gli ingombranti e maestosi abiti. Ma nonostante lo scorrere degli anni lambivalenza della danza persiste ed accanto alla pavana troviamo la gagliarda (in ¾ o 6/8) danza vivace e saltata, nella quale è possibile ritrovare nuovamente origini popolari, codificata dal ballare cortese diviene la danza del corteggiamento per antonomasia. Sarà proprio dallalternarsi di queste due ultime forme che deriverà la tipicità della danza italiana a tutta lEuropa.
Nel corso del 500 mentre le danze nobili divengono sempre più essenziali, quelle pantomimiche si complicano nella dinamica e nella mimica divenendo dominio esclusivo dei meastri di danza. In Italia, a Milano, nasce verso la metà del secolo la prima scuola per maestri di ballo e ballerini, quella di Pompeo Diobono. Lo stile italiano verrà diffusa da questi danzatori ed inventori di ballo.
Paola Aliprandi
Bibliografia:
Baldesar Castiglione. il libro del cortegiano
(torna al testo)
Italia, 1528
Scritto tra il 1513 e i11518. il libro dei corteglano di Castiglione è un
trattato in quattro libri, in forma dialogata. ambientato nella corte di Urbino
nel 1507.Il dialogo, che verte sulla questione di quali siano le qualità ideali
di un uomo- e di una donna- di corte buon giudizio, grazia, disinvoltura,
arguzia. armonia), ottiene un grande successo in tutte in corti europee cinquecentesche.
ThoinotArbeau (anagramma di Jehan Tabourot)
Digione 17 marzo 1520 Langres. 23 Luglio 1595
Scrittore e composittore francese. Fattosi prete nel 1530, diviene canonico
a Langres nel 1574, dedicatosi allo studio dello danza. Nel 1588 scrive il
trattato di Orchèosographie in cui prende in esame 50 passi di danza. Ricca
di consigli e illustrazioni, lopera contiene vari brani musicali ed
è scritta in forma di dialogo fra Iautore e Capriol, un avvocato che
sostiene la necessità della danza quale complemento a questa professione.
Cesare Negri, detto il Trombone.
Milano. 1535 circa dopo il 1604
Maestro di danza e ballerino italiano. Vive a Milano dove nel 1554, alla partenza
per la Francia del suo maestro PompeoDiobono, fonda una scuola di ballo.
Assai attivo come coreografo in feste ufficiali e private organizzate dallaristocrazia
milanese e dalle autorità spagnole a Milano, Cremona e Genova, nel 1602 pubblica
a Milano il trattato Le Gratie dAmore, ristampato col titolo
Nuove lnventioni di Balli nel 1604.
Marco Fabrizio Caroso
Sermoneta , tra il I527 e il 1535- dopo i11605
Ballerino, teorico della danza e compositore italiano. Vive a Roma, dove esercita
la professione di maestro di ballo raggiungendo grande fama. Nel 1581 pubblica
a Venezia il trattato il Ballarino, riedito nel 1605 con il titolo
Nobiltà di Dame. Lo scritto, suddiviso in 2 libri (teorico e breve
uno, pratico ed esteso laltro), fornisce un ampio compendio sulla danza
aulica italiana, da cui si sviluppa in Francia il ballet de cour.
Pompeo Diobono (torna al
testo)
Italia, prima metà del xvi secolo - Milano seconda metà del XVI secolo
Maestro di danza e ballerino italiano. Fondatore di una scuola dl ballo nobile
a Milano. la più celebre dellepoca in Europa.
E di grande importanza per la diffusione della danza aulica italiana.
Nel 1554 è invitato a Parigi e lncaricato delleducazione di Carlo duca
dOrléans, figlio di Enrico II. Rimane al servizio della corte anche
come ballerino e valet de chambre per circa 30 anni sino alla fine del regno
di Enrico III.
Antonio Cornazano
Piacenza. 1430 circa Ferrara. dicembre 1484.
Poeta. umanista e maestro di ballo italiano, allievo di Domenico da Piacenza.
entra al servizio presso la corte degli Sforza, di Colleoni e, in seguito,
degli Estensi. Nel 1455, in occasione del fidanzamento di Ippolita dEste
con il duca di Calabria, scrive un trattato, diviso in due parti, in cui definisce
la perfetta arte coreografica distinguendo quattro forme musicali di base
e descrive analiticamente numerose danze.
Domenico da Piacenza
Piacenza, fine XVI secolo - Ferrara, 1470 circa
Maestro di ballo e teorico della danza. Attivo alla corte di Ferrara e Milano,
ha fra gli allievi Guglielmo Ebreo da Pesaro e Antonio Cornazano. Autore del
primo trattato di coreografia, De arte saltandi et choreas ducendi 1420 circa,
dal 1456 al 1470 al servizio della corte dEste quindi si sposta a Forlì.
Nell 1465 ritorna a Milano dove cura i festeggiamenti per le nozze di Eleonora
dAragona e del duca di Bari.
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